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I permessi per realizzare la piscina interrata

Finalmente avete deciso che darete seguito al vostro sogno: costruire nel vostro giardino una piscina interrata.

La piscina interrata è per molti uno status symbol, per tante persone è il sogno di una vita che si realizza, per alcuni anche uno strumento per aumentare il valore della proprietà. In ogni caso, edificare una piscina interrata sicuramente vi permetterà di avere a disposizione un bellissimo angolo di pace nel giardino, dove potervi rilassare nella totale privacy ogni volta che volete, un luogo di convivialità con la famiglia e gli amici. Tuttavia, prima di procedere alla costruzione della piscina in giardino, bisogna tenere conto di alcuni aspetti fondamentali. Parliamo dei permessi per costruire la piscina, che sono indispensabili. Infatti l’edificazione della piscina interrata comporta la creazione di uno scavo che viene considerato un lavoro edile a tutti gli effetti di trasformazione del suolo, e come tale bisogna avvertire le autorità locali e chiedere una serie di permessi. Qui, però, inizia la confusione perché capita spesso che non si abbia una chiara idea dei permessi che bisogna chiedere prima di edificare la piscina. Sappiamo che essa non rientra nel campo dell’edilizia libera ma non sappiamo bene come muoverci, c’è abbastanza confusione sul tipo di autorizzazione da richiedere, sulla possibilità di cominciare i lavori, sui soggetti ai quali rivolgersi e sulle normative comunali che spesso derogano a quelle regionali e nazionali. Quindi in che modo bisogna muoversi se si vuole costruire una piscina interrata? Quali sono i passi da fare in una normativa così confusa? 

 Le autorizzazioni da richiedere 

 Come abbiamo detto, la normativa italiana in materia è abbastanza confusionaria e complessa. La possibilità di realizzare la piscina interrata si districa in una normativa regolamentata da accordi fra Stato e Regione che però ogni regione recepisce diversamente, e anche le stesse provincie spesso hanno regole proprie. La soluzione, quindi, è solo una: rivolgersi all’ufficio tecnico del comune dove si trova il terreno dove la piscina andrà edificata, per non avere il minimo dubbio sul tipo di autorizzazione da richiedere per procedere all’edificazione della piscina. In ogni caso, in base ad alcune situazioni il titolo da chiedere può variare. Le autorizzazioni più comuni sono comunque il permesso a costruire e la DIA. Purtroppo alcune recenti pronunce giurisprudenziali hanno messo in discussione che la DIA sia sufficiente per poter edificare una piscina interrata, in quanto questo lavoro è un’opera invasiva per cui è necessario munirsi di un titolo differente da quello che servirebbe, ad esempio, per realizzare un dondolo o uno scivolo nel giardino. 

Il permesso a costruire o ex concessione edilizia è in generale richiesto per tutti gli interventi di nuova costruzione e per la ristrutturazione urbanistica. Nel permesso viene indicato sia la data d’inizio dei lavori che quella stimata di conclusione, entro 3 anni dai loro inizi. Se non si termina nei tempi bisogna chiedere un altro permesso a costruire. Il rilascio del titolo richiede il titolo di legittimazione (es. proprietà del terreno), l’elaborato progettuale che deve essere presentato dal tecnico, geometra che si occupa del lavoro, l’auto-certificazione della conformità alle norme tecniche e sanitarie. 

Il permesso a costruire funziona secondo la regola del silenzio diniego. Trascorsi 60 giorni, 120 giorni per comuni con più di 100mila abitanti dal momento della presentazione, si intende negato il permesso a costruire. 

La DIA, invece, è sufficiente se la piscina può essere considerata un intervento pertinenziale, cioè se il volume da realizzare non supera il 20% del volume dell’edificio principale e se l’intervento sia di nuova costruzione. Presentata la DIA da parte del professionista al comune, se entro 30 giorni il comune non si oppone potete cominciare a costruire la piscina.