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I documenti necessari per costruire una piscina

Le piscine ed i principali ostacoli per la costruzione

La piscina è un sogno che molti italiani rincorrono per tanti anni: durante la bella e calda estate, chiunque vorrebbe avere a disposizione una vasca dove potersi rinfrescare all’aria aperta con amici, parenti, o anche in perfetta solitudine. La costruzione di una piscina interrata non richiede solamente risorse economiche e di tempo: il principale ostacolo, infatti, è l’iter burocratico che sta dietro all’impianto di costruzione ed ai permessi necessari per l’avvio dei lavori. Per la costruzione delle piscine interrate o semi-interrate esiste un accordo Stato-Regione che prevede dei documenti diversi, dunque, di regione in regione. Solitamente sono due le casistiche che i Comuni di diverse Regioni adottano per impedire la costruzione di piscine interrate: l’ARPA e il RUE. L’ARPA (agenzia regionale prevenzione e ambiente) solitamente prevede delle restrizioni soprattutto per la tipologia e la direzione delle acque di scarico che provengono dalle piscine private; il RUE (Regolamento Urbanistico Edilizio) è particolarmente restrittivo sui temi di consumo idrico, di dissesto idrogeologico del terreno, eccetera. Altre Regioni si mostrano sensibili su temi più estetici, quali la localizzazione della piscina, l’inquinamento visivo dello scavo, i colori dei teli della vasca (solitamente verdi oppure beige). Talvolta viene richiesto che la piscina interrata sia a norma anti-sismica, e quindi devono essere rispettati dei vincoli di costruzione con ferro e cemento armato. In determinate aree (centri storici, luoghi protetti da enti internazionali, eccetera) lo scavo per la costruzione di piscine interrate è fermamente proibito.

L’iter burocratico da seguire

In linea generale esiste un procedimento quasi standard che il cittadino può seguire per la realizzazione di una piscina privata interrata all’interno del proprio terreno. Fortunatamente il percorso si è nettamente semplificato rispetto al passato: infatti non è più necessaria una concessione edilizia per costruire una piscina interrata. È invece fondamentale compilare e consegnare al Comune di residenza un documento, lo SCIA (ex-DIA), ovvero il documento di Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Questo documento è essenziale perché contiene al suo interno tutte le caratteristiche tecnologiche, estetiche, materiche ed impiantistiche della piscina. Il comune di Residenza ha trenta giorni di tempo per sollevare dubbi o perplessità nei confronti del progetto che viene presentato all’interno del documento SCIA; durante tale lasso di tempo, l’ente può bloccare il lavoro o chiedere chiarimenti al privato. Trascorsi i trenta giorni che la legge prevede, i lavori possono proseguire senza problemi.

Per evitare che il Comune possa sollevare questioni che potrebbero mettere a repentaglio il progetto, è consigliabile consultare il referente del Comune sulle migliori procedure di costruzione e sulle norme che la Regione adotta nei confronti delle piscine interrate.

Dopo aver concluso la costruzione della piscina, deve essere presentato un altro documento in Comune: si tratta della Dichiarazione di Conformità del Progetto, ove si attesta che il progetto è stato eseguito correttamente e nel rispetto delle norme vigenti, nonché dello SCIA precedentemente depositato. Successivamente, il privato deve interessarsi alla procedura di accatastamento della piscina, uno step obbligatorio che aumenta il valore intrinseco dell’abitazione.

Il sistema costruttivo maggiormente adottato nella realizzazione di piscine interrate è quello che prevede il cemento armato; talvolta, però, le amministrazioni comunali possono ostacolare la realizzazione di opere murarie e di scavi per la costruzione di piscine che sfruttano questo materiale. Negli ultimi tempi, per ovviare a questo problema burocratico, si è diffusa una nuova tipologia di piscina interrata e semi-interrata, che sfrutta i pannelli di acciaio. Questi pannelli scorrono in apposite guide all’interno delle quali sono poi montate le piscine; questa procedura viene solitamente accettata con molta più facilità da parte dei Comuni.