Risparmiare sui costi di gestione della stampante inkjet è possibile e anche piuttosto semplice. Ecco le 3 alternative sul mercato!
Le stampanti a getto d’inchiostro sono le più diffuse per l’uso domestico. Esse si servono della tecnologia a getto d’inchiostro e sul funzionamento di quattro cartucce di colore nero, ciano, giallo e magenta, ovvero i quattro colori primari che permettono di realizzare l’intero spettro cromatico. Una volta esaurito il serbatoio, la cartuccia deve essere sostituita: la procedura consigliata dai produttori ufficiali suggerisce di acquistare cartucce Canon, Epson, ecc. specifiche per il modello e la marca di stampante in dotazione. La controindicazione, però, sta negli alti prezzi di acquisto delle componenti originali: in alcuni casi, il costo complessivo delle 4 cartucce supera persino quello della stampante! Il mercato, fortunatamente per i consumatori, ha però saputo creare diverse alternative a basso costo e ugualmente funzionali.
Cartucce compatibili
Le cartucce compatibili sono il prodotto più conosciuto dal pubblico. Si tratta di versioni prodotte da aziende differenti da quelle ufficiali e che, a differenza di quest’ultime, possono essere installate su diversi modelli di uno stesso marchio. A dispetto di quanto molti pensano, esse non rappresentano un rischio per l’integrità della stampante e il loro utilizzo non ne compromette il corretto funzionamento del dispositivo. Può però capitare, soprattutto con le tecnologie di nuova generazione, che la stampante non rilevi la presenza della cartuccia, rendendo necessaria una nuova sostituzione del serbatoio. La qualità di stampa varia in relazione alla cartuccia (ne esistono di diversa qualità).
Cartucce rigenerate
Le cartucce rigenerate rappresentano la soluzione amica dell’ambiente. I vecchi serbatoi originali possono essere recuperati e introdotti nuovamente sul mercato a un prezzo di vendita inferiore a quello delle versioni native. In pratica, le cartucce rigenerate sono originali al 100% e offrono prestazioni equiparabili a quelle delle originali, configurandosi allo stesso tempo come un’alternativa green. Gli scarti di stampa, infatti, sono difficili da smaltire e allungare il loro ciclo di vita significa abbassare l’impatto dei rifiuti sull’ecosistema.
Il processo di rigenerazione della cartuccia inizia con il recupero dei vuoti, ovvero dei serbatoi originali giunti a esaurimento della propria carica; quindi vengono riparati o sostituiti i componenti danneggiati e quelli concepiti per un solo utilizzo; infine viene introdotto nuovo inchiostro nel serbatoio, ovviamente dello stesso colore di quello presente prima dell’esaurimento della carica. Alla fine, la cartuccia può essere nuovamente immessa sul mercato, a un prezzo di vendita inferiore a quello delle versioni originali e realizzate ex novo.
Kit fai da te
La soluzione più elaborata, ma anche quella che garantisce il maggior margine di risparmio, è il kit di ricarica fai da te attraverso cui provvedere in autonomia all’inserimento di nuovo inchiostro all’interno del serbatoio. La procedura, con un po’ di pazienza e di attenzione, può essere gestita anche da chi non possiede particolari nozioni tecniche. Prima di procedere, però, è bene ricercare informazioni sul proprio specifico modello di stampante poiché ogni dispositivo è differente e, in relazione a ciò, cambia in parte anche il procedimento di ricarica. Il kit comprende una boccetta di inchiostro e una siringa per il suo inserimento oltre a un paio di guanti in lattice per evitare di imbrattare di inchiostro le mani durante l’effettuazione della ricarica.