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Quali prospettive future per la Cannabis light?

Cannabis Light District

In questi giorni è tornato d’attualità il dibattito attorno alla Cannabis light dopo l’uscita di una Circolare interna del Ministero dell’Interno del 31.07.2018 che intende fornire una interpretazione restrittiva della Legge n. 242/2016 che, per contro, nella interpretazione datane anche dai Tribunali italiani consentirebbe la vendita di fiori di Cannabis con un contenuto di THC sino allo 0,6%.

Ne parliamo con la società Cannabis Light District, azienda che opera nel settore della Cannabis light che per l’appunto si occupa della produzione e della vendita di prodotti derivanti dalla Cannabis.

D: Qual è la situazione attuale del mercato della Cannabis legale specialmente adesso dopo l’uscita della Circolare del 31.07.2018 a firma del Ministero dell’interno?

Innanzitutto vi ringrazio a nome della nostra Società e penso a nome di tutti quelli che operano nel settore per la possibilità che ci offrite di fare un po’ di chiarezza in una fase come quella attuale che potrebbe sembrare essere un po’ confusa.

In verità possiamo definire la Circolare da te richiamata come “una tempesta in un bicchiere d’acqua”, in quanto la Circolare non vieta affatto la vendita di infiorescenze, anzi, addirittura riporta che in base D.P.R. n. 309/1990 (c.d. Testo Unico Stupefacenti), in base alla Giurisprudenza italiana ed in base alla Scienza Medica internazionale sotto la soglia di 0,5% di THC la sostanza non può essere ritenuta come “stupefacente”, vale a dire che se la vendo non potrò essere portato a processo. Quindi la Circolare non mira a vietare (ammesso e non concesso che lo possa fare) la vendita di infiorescenze.

Quello che la Circolare tenta di fare è di fornire una interpretazione restrittiva della Legge n. 242, in base alla quale a suo parere sarebbe lecita la sola vendita di infiorescenze di Cannabis con THC inferiore allo 0,2%. Riteniamo peraltro che questa interpretazione sia “tamquam non esset”, posto che una Circolare non può andare contro una legge – in questo caso la 242/2016 – che legittima la produzione e dunque anche la commercializzazione di fiori con THC fino allo 0,6%. E che la stessa non possa andare contro i pronunciamenti della Giurisprudenza italiana, che ha il compito di uniformarsi alla sola legge e non a Circolari interne ad un Ministero.

Riteniamo che questa Circolare sia l’ultimo disperato tentativo non riuscito di arginare un fenomeno che oramai è inarrestabile, e che secondo tutti gli operatori di settore porterà ad una legalizzazione quantomeno “di fatto” della Cannabis: questo perché lo Stato ha sempre meno risorse per punire e fare processi per la vendita di un prodotto comunque naturale, innocuo e che perdipiù possiede molte proprietà benefiche. Certo, il percorso per la legalizzazione sarà lungo, però oramai è inarrestabile, anche perché l’opinione pubblica oramai sul punto ha una visione favorevole alla legalizzazione.

D: Vero?

Assolutamente sì! Ce ne siamo accorti noi stessi nel parlare con la gente, nel parlare con i rivenditori di prodotti alla Cannabis: abbiamo trovato solo gente interessata e che condivide la battaglia in favore della legalizzazione, anche perché vi è la piena consapevolezza che in tal modo si potrebbe infliggere un duro colpo alle associazioni criminali.

Non vanno poi dimenticati altri aspetti positivi della Canapa, che ha un ampio spettro di utilizzi (in ambito tessile, per il cibo per animali, come materiale alternativo alla plastica, come biocarburanti, nella cosmetica ecc.) e che se utilizzata consente di ridurre drasticamente le emissioni. Per non parlare poi del fatto che è una pianta molto resistente che per crescere non ha bisogno di prodotti chimici.

Oramai questo è un mercato in pieno boom, a partire da tutte quelle aziende agricole che hanno intrapreso la via della produzione con investimenti importanti, per cui pensiamo che nessun politico al di là degli slogan potrà realmente porre divieti sul tema.

D: Secondo i detrattori però la Cannabis light sarebbe il primo passo verso una vita fatta di dipendenze

C’è da rimanere stupiti nel sentire argomentazioni di questo tipo. E’ come dire che un bicchiere di vino conduce all’alcolismo! Nel mondo ci sono Paesi come Canada ed Usa che hanno legalizzato la marijuana o che lo stanno facendo, mentre in Italia c’è chi vorrebbe tornare agli anni ’30. Questo è intollerabile a nostro avviso.

D: In conclusione quindi non vi aspettate nessun divieto da parte di questo Governo?

Siamo sicuri che non ci sarà alcun divieto. La Ministra della Salute Giulia Grillo subito dopo il parere del CSS ha rassicurato tutti: “Quello del Consiglio Superiore della Sanità è il parere di un organo consultivo, ma le decisioni le prende il Governo e il divieto non è in discussione”. D’altronde, sempre parlando della Cannabis light, come si potrebbe vietare un qualcosa che non rientra tra le sostanze stupefacenti?!?