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Ristrutturi la tua casa: Occhio all’amianto

La parola Amianto viene dal greco Amiantos, che significa incorruttibile, perpetuo, quindi dà l’idea di un materiale fatto per durare a lungo e che non si rovina mai. Si tratta di un particolare agglomerato di minerali dalla consistenza fibrosa, i quali, attraverso un processo di lavorazione, danno origine all’apparentemente miracoloso ingrediente.

Infatti, le sue caratteristiche di resistenza al calore ed elasticità ne hanno fatto in passato il perfetto materiale per gli usi più svariati, specialmente nelle nostre case, ma non solo, anche nelle scuole e negli uffici. Questo accadeva fino al 1992, quando in Italia ne fu vietata dalla Legge 257/92 la produzione, la lavorazione e la vendita a causa della sua responsabilità diretta nel provocare tumori dell’apparato respiratorio.

Purtroppo, nelle nostre case, potrebbe essere ancora presente, specialmente se sono state costruite tra gli anni ’60-’80 del secolo scorso, poiché l’uso capillare e pervasivo era pratica quotidiana, non essendone ancora noti gli effetti fortemente nocivi per la salute.

Quando ristrutturiamo casa, quindi, è bene tenere presente a quali rischi andiamo incontro nell’eventualità che sia presente il materiale killer, è importante saperlo riconoscere, visto che i suoi effetti non sono visibili nell’immediato, ma soltanto a lungo termine.

La particolarità dell’amianto è che dopo un po’ di tempo potrebbe sbriciolarsi e determinare polveri sottilissime che possono essere inalate senza accorgersene, provocando esiti cancerogeni a distanza di anni, in media i casi di malattia esordiscono dopo 15-45 anni.

In questo articolo troverete le informazioni fondamentali su cosa fare e a chi rivolgersi in caso sospettiate la presenza di amianto nella vostra casa, qualora la vogliate ristrutturare a beneficio della vostra salute e dei vostri familiari.

Amianto: come riconoscerlo e intervenire correttamente

Dobbiamo considerare che non è affatto facile riconoscere l’amianto a occhio nudo, perché spesso veniva usato in agglomerato ad altri materiali come ad esempio il cemento. Ciò che è più logico fare è andarlo a cercare in posti che ne sfruttano al meglio le proprietà ignifughe e isolanti.

Vediamo, quindi, dove trovarlo:

  • nella cappa e nel caminetto
  • nelle lamiere utilizzate per container, garage, capannoni esterni
  • nelle tubature all’interno delle pareti in muratura
  • nei pannelli isolanti
  • nell’isolamento di stufe a legna e forni
  • nei rivestimenti di pareti, soffitti e pavimenti
  • nelle tettoie
  • nelle guarnizioni dei freni nei veicoli
  • nelle grondaie
  • nei rivestimenti dei mattoni
  • nei termosifoni

Sconsigliato effettuare indagini in modo fai da te, il rischio di subirne gli effetti della contaminazione è molto elevato. Basti pensare che ancora oggi il materiale miete circa quattromila vittime in tutta Italia, alle quali viene diagnosticato il mesotelioma maligno.

La scelta più saggia è sicuramente quella di rivolgersi fin da subito a chi ha le dovute competenze per svolgere sopralluoghi in sicurezza, attraverso il prelievo di campioni, che saranno poi analizzati e riveleranno con precisione la qualità e la quantità di amianto presente nell’edificio.

A chi rivolgersi in caso di amianto?

In Italia ci sono ditte specifiche per la bonifica dell’amianto, meglio verificare sempre che siano iscritte all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali.

Affidarsi a questi professionisti è d’obbligo, data la pericolosità per la salute e per l’ambiente: bisogna avere la certezza di eseguire tutte le operazioni in assoluta sicurezza e rispettando le normative.

In Lombardia, la scelta potrebbe ricadere sugli esperti e qualificati professionisti di MBA Ambiente Milano.

Gli operatori provvederanno non solo a bonificare tutte le possibili contaminazioni disseminate nell’ambiente, ma anche al corretto smaltimento. Non bisogna farsi scoraggiare dai costi elevati della bonifica, infatti in molte regioni è possibile avere degli incentivi che coprono almeno la metà delle spese, fino a € 96.000,00.

Anche se richiede una serie di passaggi burocratici, ricordiamoci che il gioco vale la candela, visto che in ballo ci sono il benessere e la salute. Inoltre, per legge è d’obbligo effettuare una segnalazione alle autorità competenti, che provvederanno al censimento.

Come proteggersi dall’amianto in attesa della bonifica?

Poiché la pericolosità dell’amianto risiede nelle polveri, è necessario evitare che esso si frantumi o si polverizzi.

Perciò meglio evitare di effettuare qualsiasi intervento di ristrutturazione che comporti la rottura, l’abrasione e la frantumazione di materiali, anche se esterni e solo di rivestimento, perché l’amianto potrebbe essere nascosto.

Meglio sigillare tutto in plastiche isolanti e fogli industriali, smaltire oggetti sospetti e allontanarli in zone sicure. Ricordiamoci che più tempo siamo esposti all’amianto, specialmente se friabile e sfaldato, più aumenta il serio rischio di ammalarsi. Laddove risultasse impossibile sigillare e allontanare il minerale pericoloso senza romperlo, meglio lasciarlo dov’è e valutare di allontanarsi in attesa della bonifica.

Quanta probabilità c’è che nella mia casa sia presente l’amianto?

Se la casa è stata costruita prima del 1992, c’è una probabilità di circa l’80% che l’amianto sia presente in qualche componente. Al tempo non si conoscevano affatto i rischi, perciò è stato fatto un uso massiccio di questo materiale, che avrebbe dovuto essere una novità all’avanguardia, ma si è rivelato una subdola minaccia. Ristrutturare sì, ma sempre in sicurezza.