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Origine della festa più amata dai bambini

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“Buon compleanno! Auguri!”

Quante volte abbiamo sentito pronunciare queste parole oppure siamo stati noi stessi a farle uscire dalla nostra bocca? Tra i nostri compleanni e quelli di amici, parenti e conoscenti, il conto di tutte le volte in cui abbiamo sentito queste frasi si perde facilmente e festeggiare ogni anno il giorno della ricorrenza della nostra nascita diventa una cosa perfettamente normale, tanto che tutti noi abbiamo smesso di porci domande sul perché celebriamo il giorno del nostro compleanno e da dove è nato tutto questo. Si è sempre festeggiato il compleanno? E se non è così, allora da chi è nata l’idea? Andiamo per gradi.

Nonostante a noi sembri una ricorrenza così comune, in realtà non è sempre andata in questo modo ed è solo da due secoli che pronunciare le famose parole “Tanti auguri di buon compleanno” è diventato del tutto normale come svegliarsi ogni giorno la mattina presto per andare a lavorare.

Secondo uno storico francese sarebbe stato il tedesco Goethe ad inventare la festa di compleanno come la conosciamo e l’usanza di usare le frasi di buon compleanno, precisamente nel 1802, al fine di celebrare degnamente il suo cinquantatreesimo anno di vita. L’origine della festa moderna è quindi assai recente, ma le tradizioni che stanno dietro ad essa derivano da molto più lontano.

I primi in assoluto a gettare le basi per questa tradizione così cara all’uomo moderno si pensa siano stati gli abitanti dell’antico Egitto, dove, ogni anno, i faraoni, in vista della ricorrenza della loro data di nascita, venivano omaggiati con doni di ogni genere e varie prelibatezze dai loro sudditi. Inoltre alcuni templi furono costruiti in modo tale che la luce del sole illuminasse la statua del faraone proprio il giorno della sua nascita, cosa che potrebbe in qualche modo rimandare alle candeline che oggi si è soliti inserire nelle torte. La luce è infatti simbolo di gioia, vitalità, rinascita e ai giorni nostri ogni candelina viene inserita sulla torta per rappresentare un anno in più della nostra vita e l’avanzare del tempo, un tempo però che non deve essere sprecato, ma sfruttato nel pieno delle sue potenzialità. Le candeline servono quindi a ricordarci non solo che stiamo invecchiando e che il tempo scorre velocemente, ma anche che, se possiamo spegnerle, significa che siamo ancora vivi, sani e felici di poter estinguere questi piccoli fuocherelli davanti ai nostri occhi.

Un’altra caratteristica tipica dei moderni compleanni è la presenza della torta. Senza di essa che festa sarebbe? Ma da dove nasce l’idea della torta di compleanno? Anche in questo caso dobbiamo tornare molto indietro nei secoli, ai tempi dell’antica Persia: i Persiani erano abili pasticceri e furono proprio loro ad idearel’idea delle torte per festeggiare diverse ricorrenze.

Queste due tradizioni, egiziana e persiana, vennero poi fuse insieme dai Greci nella famosa celebrazione del compleanno di Artemide, dea della Luna, il sesto giorno di ogni mese: in questa occasione veniva preparata una torta di miele e farina, tonda e bianca, illuminata da svariate candele. Oltre alla torta erano presenti anche altri dolci, tutti di forma tondeggiante, che simboleggiavano la luna piena, così come le candele accese intorno alla torta principale servivano ad eguagliare la lucentezza e la magnificenza derivanti dalla luna.

In seguito il fuoco sopra o intorno ai dolci divenne usanza comune, ma con altri fini, come ad esempio tenere lontani gli spiriti malvagi dalle case. Inoltre, già a quei tempi si iniziò a pensare che il fumo sprigionato dopo lo spegnimento delle fiamme fosse in grado di portare i nostri desideri in cielo, nella speranza che le divinità potessero sentirli ed esaudirli. Ancora oggi, se ci si pensa, molte persone esprimono un desiderio poco prima di soffiare sulle candeline, desiderando che in qualche modo esso si avveri.

Anche la tipica usanza di portare dei regali confezionati con cura al festeggiato deriverebbe dagli antichi Greci e Romani, i quali ritenevano che tali doni avessero il potere di proteggere la persona che li riceveva dagli spiriti maligni.

Si capisce quindi che le radici sono molto antiche, di tipo pagano e che la prima valenza della festa di compleanno fu di tipo religioso: proprio per questo motivo, diversi secoli dopo, venne rifiutato dai primi cristiani, che consideravano questo giorno un retaggio del paganesimo e quindi un esempio estremamente negativo per la loro fede. Sempre a causa delle origini pagane l’usanza di festeggiare il giorno della propria nascita fu rigettata anche dagli ebrei, ma posteriormente rispetto al Cristianesimo.

Per quanto riguarda la canzone intonata a tutte le feste di compleanno, “Tanti Auguri A Te” (in inglese “Happy Birthday To You”) venne composta dalle sorelle statunitensi Mildred Janie Hill e Patty Smith Hill nel 1893. Essendo delle maestre delle scuole elementari, inizialmente la composero per farla divenire il saluto di ingresso alle aule da parte degli alunni e venne intitolata “Good Morning To All”; fu in seguito modificata ed adattata alle feste di compleanno.

In tempi più recenti, le pratiche comuni nei moderni compleanni (torta, candeline, regali, canzoni, biglietti di auguri, ecc) si consolidarono dapprima negli ambienti dell’aristocrazia del XIX secolo e solo cento anni dopo raggiunsero i luoghi più popolari, per arrivare infine sino ai giorni nostri, dove festeggiare il proprio compleanno è ormai diventato un evento irrinunciabile.