Salute

Le cause dell’esterasi leucocitaria nell’urina ed i valori normali

Partiamo subito col dire che in condizioni normali questo enzima, che si trova nei globuli bianchi, non dovrebbe assolutamente trovarsi nelle urine o essere presente in quantità molto piccole: quali sono le cause della presenza dell’esterasi leucocitaria nella pipì? E quali sono i sintomi più evidenti?

Come riportato anche in questo sito, i valori medi di riferimento devono essere pari a zero, vale a dire che il test per la rilevazione dell’esterasi leucocitaria nelle urine deve fornire un esito negativo. Potrebbero rilevarsi anche dei falsi positivi o falsi negativi in caso di assunzione di alcuni farmaci fra cui antibiotici.

In caso contrario cosa potrebbe succedere al nostro organismo? L’esterasi leucocitaria nella pipì è un indice della presenza di globuli bianchi nell’urina il che è da correlarsi immediatamente con una infezione delle vie urinarie. In questo caso, verrà richiesto anche l’esame noto come urinocoltura per accertare la presenza di un’infezione ed identificarne la natura.

Quando fare il test

Il test per la rilevazione di questo enzima nella pipì viene richiesto dal medico quando ha motivo di supporre un’infezione del tratto urinario, in relazione agli altri sintomi descritti dal paziente fra cui bruciore, fastidio durante la minzione, necessità di urinare molto spesso e con urgenza. In tanti casi si riscontra anche la presenza di urine maleodoranti e torbide oltre ad uno stato di malessere generale, fra cui anche problemi dell’apparato digerente.

Come viene fatto il test

Il test deve essere fatto raccogliendo il primo campione di urina del mattino, che è generalmente più concentrato, prima di aver fatto colazione e prima di aver assunto farmaci. Il campione di urina appositamente raccolto in un contenitore sterile seguendo le norme igieniche di base, deve essere poi consegnato al laboratorio di analisi più vicino.

Gli operatori poi eseguiranno il test con delle apposite strisce reattive che assumeranno una colorazione differente a seconda che l’esito di positivo o negativo. In caso positivo, il medico potrebbe richiedere oltre all’urinocoltura anche l’analisi microscopica del sedimento urinario e la valutazione dei nitriti nelle urine.

E in gravidanza?

Le donne in gravidanza sono generalmente più soggette agli attacchi di virus e batteri alle vie urinarie. Per questo motivo la presenza di tale enzima è più frequente.