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La fatturazione elettronica obbligatoria per il B2B e il B2C

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Nel maggio 2013, il governo italiano ha emanato il decreto n. 55/2013 che impone l’uso di fatture elettroniche da parte di qualsiasi organizzazione che fattura nel settore pubblico italiano. I fornitori e le PA devono conservare le fatture elettroniche solo in formato digitale (comprese le ricevute di consegna ricevute) in conformità con le normative italiane sull’archiviazione elettronica definite dal decreto 17 giugno 2014.

Successivamente, a dicembre del 2017, si è deciso di adottare la legge finanziaria “Legge di Bilancio 2018”, che impone la fatturazione elettronica B2B e B2C anche per le imprese italiane che hanno la partita IVA.

Termini e specifiche per la fatturazione elettronica:

  • 1 luglio 2018 per i subappaltatori della PA;
  • 1 gennaio 2019 per tutte le aziende, compresi i fornitori B2C;
  • Piattaforma: Sistema di Interscambio (SDI);
  • Formato XML.

La fatturazione elettronica B2B in Italia sarà obbligatoria dal 2019. La normativa del Disegno di Legge di Bilancio 2018 prevede l’obbligo della digitalizzazione dei documenti in Italia, ma anche in tutta Europa, si tratta di un processo incrementale, irreversibile e necessario per molte ragioni:

  • combattere la frode fiscale;
  • maggiore flessibilità amministrativa;
  • ridurre la complessità della burocrazia in ordine al ciclo di pagamento.

Nel 2014 il governo italiano ha sancito la fatturazione elettronica obbligatoria nel B2G, per i fornitori alle pubbliche amministrazioni e agli uffici governativi e nel gennaio 2017 ha introdotto le transazioni facoltative B2B.

Il legislatore ha deciso ora di rendere obbligatoria la fatturazione elettronica B2B dal luglio 2018 e altre importanti scadenze seguono il processo di digitalizzazione:

  • 1 ° luglio 2018 – fatturazione elettronica B2B obbligatoria per le società impegnate nella vendita di benzina e per i subappaltatori ai fornitori negli appalti pubblici;
  • 1 gennaio 2019 – fatturazione elettronica B2B obbligatoria per tutte le società (B2B).

Per ora, il nuovo regolamento riguarda solo i partner commerciali registrati in Italia, il che significa che tutte le transazioni transfrontaliere sono escluse. Per evitare ogni possibile inconveniente per le società private, il legislatore ha semplificato diverse questioni importanti, come il formato della fattura, che è lo stesso utilizzato per la fatturazione elettronica B2G.

Le fatture devono essere emesse in formato XML 1.2 e trasferite tramite Sistema di Interscambio all’Agenzia delle Entrate per raggiungere il ricevente finale coinvolto.

Il governo italiano ha offerto molteplici agevolazioni fiscali alle società, come l’esenzione dal modulo Intrastat, priorità per rimborsi IVA e due anni di riduzione dei termini di controllo su società private, che garantiscono il tracciamento (fatto e ricevuto) per transazioni commerciali superiori a 500,00 €.

Piattaforma SdI per la gestione della fatturazione elettronica

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il Sistema di Interscambio (SdI) per l’elaborazione dei dati relativi alla fatturazione elettronica. Questo sistema dovrebbe elaborare fatture elettroniche prima che possano essere trasmesse alle entità pubbliche.

I diversi metodi per inviare e-fatture richiedono requisiti specifici, relativi ai mezzi di connessione alla piattaforma della fatturazione elettronica e alle dimensioni del file della fattura elettronica. La maggior parte degli operatori utilizza le maggiori soluzioni proposte da grandi aziende come “Poste italiane”.

Chi è obbligato a emettere e ricevere fatture elettroniche italiane?

Tutte le aziende si trovano in Italia sono obbligate a emettere e ricevere le loro fatture elettronicamente, ulteriori informazioni sono disponibili sul sito di Savino Solution da consultare per rimanere aggiornati sui regolamenti governativi.

Le società non consolidate non rientrano nell’ambito delle fatture elettroniche italiane. Questo gruppo di società è stato escluso dalla recente comunicazione 13/E emessa il 2 luglio 2018.

Anche le piccole imprese che beneficiano del regime forfettario e di altri regimi IVA per le PMI non rientrano nell’ambito di questo nuovo obbligo (regimi di vantaggio e forfettario).

Tutte le aziende registrate per l’IVA in Italia devono verificare con i propri fornitori e clienti se devono implementare la fatturazione elettronica in modo che non si crei un onere per i loro partner commerciali