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La depilazione in gravidanza, alcuni consigli di bellezza

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Il peli durante la gravidanza

La gravidanza è un periodo meraviglioso per una donna. Proprio per questo dovremmo essere in grado di sentirci belle e a proprio agio con il nostro corpo. Anche attraverso i cambiamenti che ci

accompagnano in questo meraviglioso viaggio, bisogna sentirci in ordine anche dal punto di vista della depilazione, vediamo in che modo.

In questo periodo la donna subisce varie modificazioni ormonali che portano a cambiamenti tangibili riguardanti il proprio aspetto.

La dolce attesa per molte donne può causare anche un significativo aumento dei peli. Ciò è dovuto agli ormoni che, possono agire sul normale meccanismo di crescita e caduta del pelo.

Normalmente in gravidanza, vi è una riduzione della crescita e dell’attività dei peli, in alcuni casi è possibile notare un certo aumento in zone quali il viso, l’addome, le gambe, le braccia e la zona circostante il seno.

Niente paura! Si tratta di un fenomeno assolutamente fisiologico e tutto tornerà alla normalità nel giro di qualche mese dal parto. Se però questo fenomeno ci causa un certo disagio, soprattutto d’estate, quando tendiamo per ovvie ragioni a scoprirci di più, possiamo eliminare il problema tramite la depilazione o l’epilazione.

Non dobbiamo per forza rinunciare ai trattamenti estetici di sempre, basterà usare solo qualche accortezza.

Prima di procedere tuttavia è bene conoscere i pro e i contro dei vari metodi e sapere che non tutti sono consigliati in questo periodo delicato e soprattutto non in tutte le zone.

I metodi di depilazione consigliati durante la gravidanza

Una domanda che spesso ci si pone durante la gravidanza è se sia possibile depilarsi come si faceva abitualmente.

La risposta dell’esperta Linda Tosoni è: dipende.

Infatti ogni metodo di depilazione ed epilazione ha i suoi pro e contro, quando però portiamo un bambino in grembo, un po’ come per tutto il resto, le cose cambiano.

Partendo dalla depilazione, ossia tutti quei metodi che non intaccano il bulbo pilifero ma agiscono semplicemente sulla superficie della pelle: sì per il rasoio e no per le creme depilatorie.

Queste ultime infatti contengono sostanze chimiche e acidi davvero aggressivi.

Sono perciò controindicate per coloro che hanno una pelle delicata, ancora più per le donne in dolce attesa.

Il risultato inoltre è spesso poco omogeneo e i peli ricresceranno entro pochi giorni.

La lametta è il metodo più rapido ed indolore, per di più, non necessitando di prodotti particolari per agire, non dovremmo mettere nulla di estraneo sulla nostra pelle.

Il problema maggiore della lametta sta nel fatto che i peli torneranno a crescere immediatamente, ma questo accade in ogni caso e non è una particolarità della gravidanza.

Se questo è il metodo che si preferisce, si può utilizzare tranquillamente.

Il consiglio però è quello di usare sempre rasoi studiati appositamente per il corpo e, una volta ultimata la rasatura, spalmare una buona dose di crema idratante, magari con burri e olii vegetali con proprietà lenitive.

I metodi di epilazione consigliati durante la gravidanza

Parlando di epilazione invece, ossia quei metodi che oltre al pelo in superficie rimuovono anche il bulbo, quello più in voga tra le donne è e rimane la ceretta.

Il motivo è semplice: la ceretta è durevole, lascia la pelle liscia, indebolisce il pelo man mano questo viene strappato ed è relativamente economica.

Certo non è la sensazione più piacevole del mondo ma sopportabile, e per il risultato vale la pena soffrire un po’.

Questo metodo inoltre non ha controindicazioni riguardo la gravidanza.

L’importante è che ad eseguirla sia la mano esperta di un’estetista qualificata. Evitiamo in questo caso il “fai da te” che potrebbe causare brutte scottature ed abrasioni.

In ultimo sono sconsigliati tutti i metodi relativi alla cosiddetta “epilazione definitiva” ossia laser, luce pulsata ed elettrocoagulazione.

Benché molto efficaci, questi metodi potrebbero potenzialmente provocare danni alla pelle se eseguiti in gravidanza, meglio riconsiderarli a distanza di tempo dal parto.