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Cos’è il Life coaching e perché può aiutarti

Sempre più spesso si sente parlare di coaching e, in particolare di life coaching, una disciplina che ha a che vedere con la crescita personale e il miglioramento delle performance del singolo, che trova nel coach un supporto fondamentale. Il life coaching si rivolge a chi intende cambiare, crescere e migliorare sé stesso, raggiungendo un maggiore benessere sia nella vita personale che in quella professionale. Una definizione sintetica e interessante di cosa faccia un coach viene data in un articolo comparso su Repubblica nel 2018: il coach allena il talento.

Ma procediamo per gradi.

Qual è lo scopo del life coach?

Lo scopo principale di un life coach è quello di agevolare la crescita del cliente (coachee), aiutandolo a raggiungere in modo più rapido ed efficace degli obiettivi che si è prefissato.

Il nome stesso è esemplificativo di questo tipo di figura.

Coach, infatti, deriva da un termine francese (coche) che significa carrozza quindi un mezzo che traina lungo un percorso. Il coach, intenso come professionista, è anche questo: qualcuno che ci accompagna lungo la strada, sostenendoci.

Allo stesso tempo, la parola coach rimanda all’ambito sportivo. Il coach, infatti, è l’allenatore, colui che ci allena perché le nostre prestazioni migliorino sempre di più e raggiungano un livello superiore.

Quando parliamo di facilitazione, però, non intendiamo che il coach fa il lavoro al posto del cliente. Un buon coach è colui che è in grado di far emergere le potenzialità inespresse del cliente, che gli permette di trovare dentro di sé quelle preziose risorse necessarie a tagliare il traguardo.

Il coach non è semplicemente un motivatore.

È vero che il suo lavoro può generare una spinta auto-motivante nel cliente. Attraverso il processo di coaching, infatti, si mette a fuoco una meta da raggiungere. Qualcosa che sia ben definito, ma soprattutto realizzabile e realistico.

Subito dopo, sessione dopo sessione, si lavora insieme per mettere a punto un piano di azioni pratiche per poter arrivare fino a quel punto. Non è il coach a fissare le tappe, ma è il cliente, per mezzo del colloquio, a comprendere quali siano i passi da fare, quale la strada da percorrere per arrivare dove vuole. Il coach lascia piena autonomia e responsabilità al cliente, non gli si sostituisce e non prende decisioni per lui. Fa in modo che strategie e soluzioni emergano in modo spontaneo dal cliente stesso.

Quando si riesce a inquadrare un obiettivo, a definirlo in modo chiaro e a elaborare un piano d’azione per raggiungerlo, sentiamo una nuova spinta dentro di noi. Percepiamo un entusiasmo che ci aiuta ad andare nella direzione prefissata. In questo senso, il lavoro del coach

Differenze tra il coach e lo psicologo

Bisogna evidenziare che il life coach e lo psicologo sono due figure profondamente diverse e non sovrapponibili. O meglio, esistono naturalmente professionisti che lavorano in entrambi gli ambiti, ma ciascuno di essi ha una sua specificità.

Come evidenziato sul sito del dottor Manuel Mancini, psicologo clinico e life and business coach a Roma Eur, lo psicologo si rivolge principalmente a chi sperimenta un disagio psicologico e ha bisogno di un supporto qualificato e professionale per riuscire ad alleviare la propria sofferenza; il coach, invece, si rivolge a chi ha intenzione di raggiungere un determinato obiettivo all’interno di un percorso di crescita personale. Quando le tue emozioni prendono il sopravvento, quando sperimenti ansia, eccessivo stress, attacchi di panico, depressione, la scelta più corretta è quella di rivolgersi a un professionista del benessere psicologico, a uno psicologo oppure a uno psicoterapeuta. Lo psicologo ha un determinato percorso formativo alle spalle, che prevede anche un esame di Stato abilitante e l’iscrizione all’albo professionale. Se, invece, stai bene e la tua intenzione è quella di migliorarti, allora puoi affidarti a un coach, che conosce strumenti e tecniche per aiutarti a sviluppare te stesso e le tue potenzialità. Verificando sempre prima che sia un professionista formato per esercitare.

Al giorno d’oggi, purtroppo, in molti si improvvisando, fornendo un servizio di scarsa qualità. È opportuno sottolineare anche che un buon coach qualora si accorga che avete un problema di natura emotiva e/o psicologica, sarà il primo a indirizzarvi dallo psicologo o dal terapeuta.

Come lavora un life coach

Il life coach lavora con l’intenzione di agevolare il cliente nel raggiungere una maggiore consapevolezza di sé e fiducia nelle proprie capacità, qualità e risorse interiori.

Innanzitutto, il life coach si rende disponibile verso l’altro, ponendosi in relazione con il cliente attraverso un ascolto attivo.

Egli cerca ascoltare e di capire non soltanto quello che il coachee esprime a parole, ma anche quello che si sforza di dire e i sottintesi. L’ascolto attivo è una delle risorse fondamentali di un buon coach che deve saper mettere da parte il proprio ego, i propri problemi, anche i propri preconcetti per aprirsi all’altro.

Deve avere la capacità di prestare attenzione, senza interrompere per “dire la sua”.

Nel corso delle sedute, inoltre, il coach cerca di valorizzare quel che il cliente possiede già, di far emergere e portare a valore quelle capacità, spesso latenti, che sono necessarie ad andare nella direzione giusta.

Inoltre, il coach aiuta il cliente a restare focalizzato e concentrarsi sulle proprie priorità. Anche questo è un aspetto fondamentale del lavoro poiché durante il percorso, il cliente può perdere il focus e lasciarsi distrarre o disturbare da tutta quella serie di resistenze che lui stesso mette in atto per timore del cambiamento.